Al cuore di Nizza

NizzaIl 14 luglio, un TIR bianco di 21 tonnellate, guidato da un Franco-Tunisino di 31 anni, è partito sparato sulla folla che stava rientrando dopo aver guardato i fuochi d’artificio sul lungomare di Nizza, in occasione della festa che ricorda i diritti dell’uomo. Il bilancio è di circa 90 morti e 200 feriti di tutte le età e nazionalità. Questo dramma ci riporta alla serie di attentati che la Francia, il Belgio, la Turchia, il Bangladesh e molti altri hanno conosciuto in questi ultimi mesi.

Proviamo tutti tristezza e indignazione davanti a questi attentati terroristici. Cedere alla rabbia e alla paura, sarebbe dar ragione ai terroristi. Lo scopo degli attentatori è proprio quello di fare uscire i nostri istinti animali, di creare terrore. Fare degli amalgami associando l’Islam e il terrorismo è riduttivo. Quello che è appena capitato non ha niente a che vedere con l’Islam. L’attentato è stato denunciato dalla più grande autorità dell’Islam sunnita : L’università Al-Azhar del Cairo. L’autista del camion aveva commesso diverse rapine anche con violenza ed era stato messo sotto controllo giudiziario. Una delle sue prime vittime era una donna musulmana che portava il velo quindi facilmente riconoscibile….. Insomma, era un delinquente violento che ha agito di modo indiscriminato sotto l’effetto della rabbia, nulla che la religione mulsama approvi.

Per fare un paragone storico, pensiamo a l’IRA (Armata Repubblicana Irlandese) che prima di abbandonare la lotta armata faceva delle stragi in Irlanda del Nord contro i protestanti nel nome della minoranza cattolica. Questi terroristi non erano praticanti e la loro conoscenza della Bibbia era più che rudimentaria. Erano spesso delinquenti eppure non avevano problemi a giustificare i loro atti con la difesa di una religione che non conoscevano.

Malgrado quello che è accaduto bisogna cessare il turbinio dei pensieri che non fanno altro che alimentare l’inquietudine e il risentimento e non ci aiutano a scendere dentro noi stessi. Sappiamo troppo bene dove ci porta il nostro pensiero quando è separato dal cuore. I ragionamenti prendono il sopravvento sul nostro cuore e finiamo per giustificare le reazioni di paura e di aggressione che ci allontanano della nostra vera umanità..

Oggi, vogliamo ridare il suo posto alla preghiera, a questo respiro interiore che pacifica i nostri pensieri e ci fa concentrare sulla cosa più importante : il cuore dentro di noi.

Bernard Rouch

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